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Numero 160, 7 marzo 2013

Fatti

La trapiantologia tedesca scossa dai casi di manipolazione delle liste

"La donazione degli organi è un gesto altruistico che richiede la fiducia dei cittadini nei medici e nel sistema sanitario e la certezza di una gestione etica e seria del processo di allocazione degli organi e di trapianto. Se questo legame di fiducia si interrompe, le conseguenze possono essere di larga portata come dimostra oggi il caso della Germania", così esordisce un editoriale pubblicato sulla rivista Lancet lo scorso gennaio.

La rivista sceglie di occuparsi del caso che ha scosso la trapiantologia tedesca. Nel luglio del 2012 scoppia il primo caso: a Göttingen un chirurgo della clinica trapiantologica dello University Medical Centers è accusato di avere falsificato l’indice MELD di alcuni pazienti in lista d’attesa, facendo ottenere loro una posizione prioritaria in nella lista stessa e dunque un accesso più veloce al trapianto di fegato. Il tutto, si suppone, dietro compenso. Nel 2009, suo primo anno a Gottingen, il chirurgo in questione ha realizzato 55 trapianti di fegato contro i 9 eseguiti nella stessa struttura nell’anno precedente, quando il chirurgo era in forza allo University Hospital di Regensburg. In seguito a questo scandalo si è cominciato anche ad indagare sui trapianti eseguiti, sempre dallo stesso chirurgo, tra il 2003 e il 2008, proprio a Regensburg: 23 sono risultati sospetti. La clinica trapiantologica di Göttingen ha sospeso il chirurgo a decorrere dal 1 novembre 2012; insieme a lui è stato sospeso anche un gastroenterologo ritenuto coinvolto nel caso. Si tratterebbe, dunque, di un caso di malasanità legato alla propensione per il malaffare di un solo soggetto.

Ma forse non è così. È di gennaio l’ultimo caso: questa volta è a Leipzig che si sospetta che 38 trapianti di fegato siano il frutto di una falsificazione dei criteri che determinano la posizione in lista d’attesa. Di fronte all’ennesimo scandalo il Ministro della salute tedesco, Daniel Bahr, ha riunito una commissione d’emergenza a Berlino e garantito che i responsabili verranno individuati e puniti.

Ma dove cercare le responsabilità? Nei singoli? Nel sistema? "Molte sono le ragioni che hanno generato questo stato di cose, inclusa la pressione sui medici esercitata dai centri stessi in cui si trovano a svolgere la loro attività: un numero maggiore di trapianti effettuati si traduce in un aumento di prestigio della clinica medica dove vengono eseguiti che ripaga con incentivi ‘per obiettivi’ i propri chirurghi", dichiara il Lancet.

Secondo l’editoriale della rivista, la Germania dovrebbe pensare a un sistema di governance che impedisca il ripetersi di questi casi; le inchieste giudiziarie non possono essere l’unica risposta per restituire alla popolazione la fiducia nel sistema. Che la fiducia dei cittadini sia diminuita lo provano i numeri delle donazioni da cadavere che sono diminuite, dal 2011 al 2012, di circa il 13%.

Fonte: Crisis in Germany’s organ transplantation system. Lancet 2013;381(9862):178

Padova: trapianto bilaterale di polmoni su paziente con malattia rara

Un altro successo "made in Italy"; nel campo della chirurgia dei trapianti e nella lotta alle malattie rare. Il team di Federico Rea dell’Università degli studi di Padova ha eseguito con successo un trapianto bilaterale di polmoni su un paziente con fibrosi polmonare idiopatica (IPF), che oggi sta bene e ha sconfitto la rara e disabilitante patologia. Il trapianto è arrivato dopo circa un anno dalla diagnosi di IPF, patologia che riduce progressivamente la capacità respiratoria dei pazienti fino a rendere necessario il trapianto d’organo.

"Nel caso di questo paziente, spiega all’Osservatorio Malattie Rare Elisabetta Balestro dell’unità operativa di Pneumologia, la diagnosi è stata effettuata un anno e mezzo fa. Il paziente è stato trattato con un farmaco in grado di rallentare la progressione della malattia, ma, purtroppo, in questo caso si è assistito a un declino rapido fino all’insufficienza respiratoria severa che ha comportato la necessità di un trapianto bilaterale".

"Da un giorno all’altro la mia vita è cambiata, spiega Sergio Mantovani, il paziente che ora gode di buona salute. La malattia non mi consentiva più una vita normale. Grazie anche all’incoraggiamento e alle testimonianze degli altri pazienti mi sono messo in lista per il trapianto. Dopo l’operazione mi sono svegliato e ho respirato di nuovo, sono tornato a vivere. Non posso che ringraziare tutta la fantastica equipe che si è presa cura di me. Finalmente vedo di nuovo la vita e posso fare progetti per i prossimi 20 o 30 anni".

Fonte: Adnkronos Salute

Ricerca

Mismatch di genere nel trapianto di polmone, quali evidenze?

Nel trapianto di polmone i criteri per il matching donatore-ricevente sono, fondamentalmente, la compatibilità per emogruppo ABO, la necessità di trapianto singolo o doppio e le dimensioni antropometriche donatore/ricevente. Non si considerano invece fattori discriminanti età, sesso e stato immunologico per citalomegavirus (CMV).

Le evidenze emerse dalla letteratura con riguardo ai trapianti di fegato, rene e cuore hanno tuttavia dimostrato come il match donna (donatrice) – uomo (ricevente) rappresenti un fattore di rischio e sia gravato da inferiori outcome di sopravvivenza.

Un recente studio, condotto presso lo University Hospital Reina Sofía di Cordova, Spagna, e presentato sull’Interactive CardioVascular and Thoracic Surgery Journal ha indagato se e in che modo un eventuale mismatch di genere tra donatore e ricevente possa influire sugli esiti del trapianto di polmone.

Gli autori della ricerca, dopo aver analizzato il database relativo agli interventi eseguiti presso il Centro tra gennaio 1994 a dicembre 2009 e aver escluso 45 casi nei quali il mismatch di dimensioni aveva reso necessario un trapianto lobare o un adattamento d’organo, procedevano alla selezione di 256 individui rispondenti ai criteri d’inclusione.

I pazienti venivano quindi suddivisi in quattro gruppi sulla base della combinazione donatore/ricevente: Gruppo A (D/R: donna-donna), Gruppo B (D/R: uomo-uomo), Gruppo C (D/R: donna-uomo), Gruppo D (D/R: uomo-donna).

In 161 casi (63%) il trapianto era bilaterale, in 95 casi (37%) si trattava invece di trapianto singolo. Le indicazioni al trapianto erano: fibrosi cistica (31%, n=80), fibrosi polmonare (27%, n=70), broncopneumopatia cronica ostruttiva (26%, n=67) e altre condizioni (16%, n=39). L’età mediana era di 38 ± 17 anni; 161 pazienti erano maschi, 95 femmine. Per 51 individui si era reso necessario ricorrere a bypass cardiopolmonare durante l’intervento; dieci erano, invece, stati sottoposti a ECMO in fase preoperatoria.

Il risultati della ricerca indicavano un tasso di mortalità a 30 giorni del 17% per i trapianti "gender matched" e del 19% (95% CI:11-27%) (P=0,486) per i "gender mismatched". Le principali cause di morte risultavano essere: scompenso emodinamico/cardiaco (7%, n= 18), sepsi (4%, n= 10), disfunzione primaria del graft (PGD, 3%, n= 9), complicanze chirurgiche (1%; n=3) e altre cause (2%, n=5). Il 17% dei pazienti (n=44) sviluppava una disfunzione primaria del graft (PGD), che, nel 27% dei casi, conduceva a morte. Non si evidenziavano, tuttavia, differenze significative nell’insorgenza di PGD tra i differenti sottogruppi.

La sopravvivenza generale a 3, 5, 10 e 15 anni era, rispettivamente, del 58, 51, 41 e 35%: anche in questo caso non si riscontravano differenze significative tra il gruppo “gender matched” e il “gender mismatched” ma solo una tendenza a una più alta sopravvivenza di lungo periodo in caso di ricevente donna, a prescindere dal sesso del donatore.

Alla luce di quanto emerso dallo studio gli autori confermano fattibilità e soddisfacenti outcome per i trapianti di polmone "gender mismatched", aprendo così la strada a un ampliamento del pool di donatori.

Bibliografia

Alvarez A, Moreno P, Illana J, et al. Influence of donor-recipient gender mismatch on graft function and survival following lung transplantation. Interact Cardiovasc Thorac Surg. 2013 doi:10.1093/icvts/ivt053.

Trapianto di fegato e sleeve gastrectomy, perseguibile l’approccio integrato?

La crescente epidemia di obesità, particolarmente drammatica negli Stati Uniti, è giunta a interessare anche i pazienti affetti da gravi epatopatie croniche, patologie che soprattutto in fase di avanzato scompenso d’organo sono normalmente caratterizzate da anoressia e stato nutrizionale compromesso. Inoltre, i risultati di lungo periodo del trapianto di fegato (LT) in soggetti obesi sono gravati da un’alta incidenza di steatosi epaticanon alcolica e d irecidiva di epatite HCV.

Un recente studio, presentato sull’American Journal of Transplantation, ha indagato come un approccio strutturato all’obesità in soggetti candidati a LT possa influire sugli outcome dell’intervento.

I ricercatori del Mayo Clinic College of Medicine di Rochester, Stati Uniti, procedevano a includere nello studio tutti i pazienti adulti con BMI > 35 indirizzati al trapianto di fegato presso il Centro a partire dal 2006. Il protocollo pre-trapianto prevedeva l’adozione di un regime dietetico-comportamentale "ad hoc" basato su un ridotto introito calorico (1200-1400 Kcal per le donne e 1400-1600 Kcal per gli uomini) e su attività fisica costante e a graduale incremento sino a giungere a 30-40 minuti al giorno.
In totale 37 pazienti (gruppo A) ottenevano così una soddisfacente perdita di peso e venivano sottoposti unicamente a intervento LT, mentre per 7 soggetti (gruppo B), per i quali tale approccio non aveva portato agli obiettivi prefissati, si decideva di ricorrere a un intervento combinato di trapianto di fegato e chirurgia bariatrica con tecnica di gastrectomia "sleeve" (SG).

La sleeve gastrectomy (SG) è una gastrectomia verticale, praticata lungo la grande curvatura, con cui si asporta completamente il fondo gastrico e si ottiene uno stomaco residuo di 60-150 ml, preservando la regione antro-pilorica e l’innervazione vagale. Questa metodologia veniva preferita alle altre tecniche, quali, ad esempio, il bypass gastrico, sia per la minore complessità dell’intervento, sia perché la SG sembra garantire un’inferiore incidenza di fenomeni di malassorbimento, rischiosi per la possibile interferenza con l’attività dei farmaci immunosoppressori.

Nel gruppo A il BMI medio all’arruolamento era di 40 Kg/m2 e scendeva a 33 Kg/m2 al momento dell’intervento. Tre pazienti andavano incontro a decesso e in altri tre casi si procedeva a un ritrapianto per disfunzione del graft. Nel post-trapianto, 21 pazienti ritornavano a un BMI>35 Kg/m2, 12 (34%) sviluppavano diabete e 7 (20%) steatosi.

Nel gruppo B non si registravano decessi. Il BMI medio a seguito dell’intervento combinato era di 33 Kg/m2. Con riferimento alle complicanze, un paziente con disfunzione del graft veniva nuovamente (e con successo) sottoposto a trapianto, un secondo paziente riportava eccessiva perdita di peso e sviluppava trombosi dell’arteria epatica che necessitava di drenaggio e prolungata terapia antibiotica.

"La nostra ricerca evidenzia due aspetti importanti", spiegano gli autori. Il primo risultato interessante è che il protocollo intensivo e non invasivo adottato per far perdere peso prima del trapianto è efficace nella maggioranza dei casi. Rimangono tuttavia alcune criticità quali la frequente riacquisizione di peso in eccesso dopo l’intervento e la conseguente insorgenza di sindrome metabolica, problematiche che rendono opportuno uno strettissimo monitoraggio del paziente.

Il secondo risultato emerso è che l’intervento combinato LT SG, se attuato in un pool di pazienti altamente selezionato, non è gravato da importanti complicanze e offre buoni risultati, almeno nel medio -termine, configurandosi come opzione terapeutica sicura e perseguibile.

Bibliografia

Heimbach JK, Watt KD, Poterucha JJ, et al. Combined liver transplantation and gastric sleeve resection for patients with medically complicated obesity and end-stage liver disease. Am J Transplant. 2013 Feb;13(2):363-8

Eventi

Joint Congress of the International Transplant Nurses Society (ITNS) and the Italian Society for Safety and Quality in Transplantation (SISQT)

L’edizione congiunta del Congresso dell’International Transplant Nurses Society e della Società Italiana per la Sicurezza e la Qualità nei Trapianti avrà luogo a Firenze dall’8 al 12 aprile 2013. Titolo dell’evento: "Building a better world for our transplant patients".

PDF La brochure (PDF: 251 Kb)

Segreteria organizzativa
NeT Congress & Education
Via A. Righi 8 - 50019 Sesto Fiorentino, Firenze
tel 39 055 33611
fax 39 055 3033895
email: ITNS-SISQT2013@netcongresseducation.com

3rd ELPAT Congress-Organ Transplantation: ethical, legal and psychosocial aspects of transplantation

In programma a Rotterdam, Paesi Bassi, dal 20 al 23 aprile 2013, la terza edizione del Congresso ELPAT sugli aspetti etici, legali e psicosociali del trapianto. L’ELPAT è una Commissione ufficiale dell’ESOT istituita nel 2007. Il tema di quest’anno "Global issues, local solutions" punta l’attenzione sull’importanza di superare le difformità legislative ancora presenti in materia e, partendo dalle realtà locali, dar vita a un sistema di regole condivise a livello europeo.

PDF La brochure (PDF: 363 Kb)

Segreteria organizzativa
ELPAT
Erasmus MC, Room D-415,
P.O. Box 2040, 3000 CA Rotterdam
tel 31 (0)10 7033002
fax 31 (0)10 4366372
website: www.ELPAT.org
email: secretariat@elpat.org

American Transplant Congress

In programma a Seattle, Stati Uniti, dal 18 al 22 maggio 2013, l’American Transplant Congress, edizione congiunta del Congresso dell’American Society of Transplant Surgeons e dell’American Society of Transplantation.

Il programma

Segreteria organizzativa
American Society of Transplantation
15000 Commerce Parkway, Suite C
Mt. Laurel, NJ 08054
tel 856-439-9986
fax 856-439-9982
website: 2013.atcmeeting.org
email: ast@ahint.com

Formazione

Nefrologica 2013 - Corso di aggiornamento in nefrologia, dialisi e trapianto

Si svolgerà ad Ancona, dal 19 al 20 aprile 2013, l’evento formativo: "Nefrologica 2013- Corso di aggiornamento in nefrologia, dialisi e trapianto". In linea con l’impostazione degli anni precedenti, anche il corso di aggiornamento del 2013 avrà caratteristiche multidisciplinari, a sottolineare la necessità che la Nefrologia allarghi i propri orizzonti e si apra sempre di più verso altre branche della medicina.
Oltre alle sessioni riservate tradizionalmente a temi di attualità nell’ambito della dialisi e del trapianto, il programma prevede due sessioni dedicate, rispettivamente, alla calcolosi renale e ai tumori.

Un aspetto di notevole rilevanza è rappresentato infatti dal rischio di recidiva della calcolosi nel rene trapiantato, che richiede consapevolezza da parte dello specialista, soprattutto quando si consideri la possibilità di un trapianto da donatore vivente.

PDF La brochure (PDF: 252 Kb)

Segreteria organizzativa
Accademia Nazionale Di Medicina
tel 051 6364898
fax 051 6364605
email: info.bologna@accmed.org

L’Eccellenza in Sanità - Donazione degli organi, trapianto di rene

Data: 8 marzo 2013
Regione: Campania
Luogo di svolgimento: Sala Convegni dell’ Ordine dei Medici - Napoli

PDF Il programma (PDF: 815 Kb)

Segreteria organizzativa
Federazione Nazionale Degli Ordini Dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
Via Riviera di Chiaia, 9/c 80122 Napoli
tel 081660544
fax 0817614387
email: ordmed@ordinemedicinapoli.it

Dal passato al futuro del trapianto renale

Data: 15 marzo 2013
Regione: Toscana
Luogo di svolgimento: Palazzo del Consiglio dei Dodici - Piazza dei Cavalieri - Pisa

PDF Il programma (PDF: 169 Kb)

Segreteria organizzativa
EVENTI IN FIORE
Francesca Fiorentini
Via della Faggiola 18, 56126 Pisa
tel 346 7202625
fax 050 541946
email: f.fiorentini@eventiinfiore.it

CENTRO NAZIONALE TRAPIANTI
Direttore / Alessandro Nanni Costa
Vicedirettore / Andrea Gianelli Castiglione
Comitato di redazione / Mimosa Cavicchi, Umberto Cillo, Marzia Filippetti, Vito Gaudiano, Margherita Gentile, Emanuela Grasso, Ignazio Roberto Marino, Francesco Procaccio, Maurizio Ragagni, Daniela Storani, Manuela Trerotola