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Numero 164, 30 luglio 2013

Fatti

Varese, autotrapianto di rene con un’innovativa tecnica “a fluorescenza”

Una metodica innovativa, la tecnica “a fluorescenza”, è stata utilizzata durante un intervento di su un paziente cinquantenne affetto da una rara dilatazione dell’arteria renale. Si tratta di una metodica che permette di identificare, con uno speciale fascio di luce, le strutture vascolari e confermare la corretta vascolarizzazione del rene aumentando così i margini di sicurezza della procedura e mai utilizzata al mondo per questo tipo di intervento: un aneurisma dell’arteria renale.

L’intervento, durato oltre dodici ore, è stato effettuato all’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese da due équipe chirurgiche dell’Università dell’Insubria. “La gravità del caso era legata alla probabile e improvvisa rottura dell’aneurisma”, spiega Luigi Boni, direttore del Centro Ricerche in chirurgia mini-invasiva dell’Università dell’Insubria. 

L’intervento prevedeva tre fasi: la prima consisteva nel prelievo laparoscopico, con tecnica mini-invasiva attraverso quattro piccole incisioni addominali, del rene destro del paziente, ponendo massima cautela a non danneggiare rene e vasi sanguigni malati.

Nella seconda fase, il rene prelevato è stato sottoposto in ipotermia all’asportazione dell’aneurisma e alla ricostruzione con tecnica microchirurgica del piccolo vaso. Nella terza fase il rene è stato re-impiantato nel paziente stesso secondo la tecnica consolidata del trapianto.

Il paziente oggi sta bene, il rene re-impiantato è perfettamente funzionante. Si è trattato di un intervento eccezionale prima di tutto perché si è riusciti a “salvare” il rene: infatti spesso, in situazione del genere, il paziente deve essere sottoposto all’asportazione del rene, che, se da un alto lo mette al riparo della temibile rottura dell’aneurisma, dall’altro lo priva di un organo importate.

Inoltre è stata utilizzata, sia durante il prelievo, sia durante il re-impianto, questa particolare tecnica “a fluorescenza” che si avvale di una speciale telecamera e di una fonte di luce “near infra-red” che rende fluorescente alcune strutture anatomiche rendendo l’intervento più sicuro e più veloce.

Fonte: QuotidianoSanità

Trapianto simultaneo di midollo su due gemellini

Un donatore unico, non consanguineo, per due piccoli pazienti. Un trapianto di cellule midollari simultaneo che ha salvato la vita a due gemellini di Bari di appena 12 mesi, affetti da una malattia rara ereditaria, che ha il nome di Linfoistiocitosi Emofagocitica Familiare (LEF). Il doppio intervento è stato eseguito all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
I due gemellini omozigoti sono stati dimessi dopo alcune settimane di ricovero presso il Bambino Gesù in ottime condizioni e con un completo attecchimento delle cellule del donatore. Questo dato permette di considerare la patologia genetica definitivamente curata. La Linfoistiocitosi Emofagocitica Familiare è una rara malattia genetica che, senza trapianto, è caratterizzata da un esito infausto. Infatti, bambini che nascono con questa patologia ereditaria (entrambi i genitori sono portatori sani del gene responsabile della malattia, e un figlio su 4 nasce ammalato) sviluppano una condizione di attivazione/proliferazione incontrollata delle cellule macrofagiche, un tipo particolare di globuli bianchi deputato alla difesa contro agenti esterni. La patologia colpisce circa un nuovo nato su 50.000 (quindi il numero di nuovi casi attesi in Italia è stimabile attorno a una decina) ed è frequentemente scatenata da un’infezione virale. Nella maggior parte dei casi, i primi segni della malattia comprendono febbre elevata senza causa apparente, irritabilità, malessere generale, ingrossamento di fegato e milza. Già nel momento della comparsa dei primi sintomi oppure in seguito possono manifestarsi anomalie neurologiche, come irritabilità, rigidità del collo, ipotonia o ipertonia, convulsioni, paralisi dei nervi cranici, e anche coma. Altre manifestazioni possono comprendere citopenia e disturbi della funzionalità del fegato. Se non trattati, i bambini colpiti muoiono nei primi mesi di vita.

L’unica cura risolutiva per la malattia è il trapianto di cellule staminali ematopoietiche, preceduto da chemioterapia e immunoterapia per il controllo dell’attivazione macrofagica e per stabilizzare la situazione clinica. Il trapianto dei due gemellini, dimessi da poche settimane, ha avuto corso nel mese di febbraio da un donatore reperito sul Registro statunitense, che rappresenta il più vasto dei Registri dei donatori non consanguinei. È assolutamente eccezionale l’eventualità che uno stesso donatore sia impiegato per trattare due pazienti, per di più simultaneamente, come è avvenuto con successo a Roma.

Fonte: il Tempo

Ricerca

Infezione sintomatica da virus Epstein-Barr e patologie linfoproliferative nel trapianto pediatrico di fegato, lo stato dell’arte

I pazienti sottoposti a un trapianto di organo solido presentano un'incidenza da 20 a 120 volte superiore di forme linfoproliferative (PTLD), in relazione al livello e alla durata della immunosoppressione.

Le PTLD complicano una percentuale variabile tra il 2 e il 10% dei trapianti di fegato (LTx). Lo sviluppo della neoplasia è relativamente precoce e mediamente attorno all’anno dal trapianto. La maggioranza di queste forme origina da cellule B (85%). Questi disordini sono spesso correlati a una infezione da Epstein-Barr (EBV) e l’attività oncogenetica di un herpes virus è riscontrabile in molte PTLD. La tipologia e il dosaggio dell’immunosoppressore giocano un ruolo importante nel modulare l’intervallo di tempo tra il trapianto e l’insorgenza di PTLD.
Un’intensa immunosoppressione ha infatti la possibilità di riattivare un’infezione latente da virus di Epstein-Barr e una concentrazione elevata di linfociti infettati con EBV aumenta il rischio di PTLD.

Nei pazienti pediatrici sottoposti a trapianto di fegato infezione sintomatica da virus Epstein-Barr (SEBV) e PLTD costituiscono importanti cause di morbilità e mortalità.

Un recente studio presentato su Liver Transplantation ne analizza l’ incidenza in un’ampia corte di individui soffermandosi, in particolare, sull’individuazione dei fattori di rischio e sui trend di andamento nel tempo.
I ricercatori hanno a tal fine preso in esame lo Studies of Pediatric Liver Transplantation database individuando 2283 soggetti sottoposti a trapianto di fegato tra il 1995 e il 2007 e attestando, in modalità prospettica, l’incidenza di SEBV e PTLD.

A seguito di analisi di Kaplan-Meier la SEBV veniva riscontrata in 199 pazienti; 177 (87,4%) risultavano EBV-negativi al momento del LTx. Settantacinque pazienti sviluppavano invece una patologia linfoproliferativa (64 di questi erano EBV-negativi al momento del LTx).
Tra i 2048 soggetti con almeno due anni di follow-up l’8,3% sviluppava una SEBV nel secondo anno post trapianto e il 2,8% una PTLD. Si evidenziava, inoltre, una correlazione tra atresia biliare e status EBV.
Nel periodo 2002-2007 si assisteva a un decremento dell’incidenza di SEBV (5,9% vs 11,3%, P < 0,001) e PTLD (1,7% versus 4,2%, P  = 0,001) rispetto all’intervallo 1995-2001.

Con analisi multivariata epoca del trapianto, status EBV e frequenza degli episodi di rigetto si confermavano fattori di rischio associati a una maggiore occorrenza di SEBV e PTLD. L’incidenza di SEBV e PTLD decresceva parallelamente alla riduzione dell’immunosoppressione.

“Infezione sintomatica da virus Epstein-Barr e patologie linfoproliferative gravano ancora in maniera significativa sugli outcome del trapianto di fegato”, spiegano gli autori, ma verosimilmente il continuo perfezionamento delle strategie terapeutiche porterà nel prossimo futuro a un’ulteriore decremento dell’incidenza.

Bibliografia

Narkewicz MR, Green M, Dunn S, et al. ecreasing incidence of symptomatic epstein-barr virus disease and posttransplant lymphoproliferative disorder in pediatric liver transplant recipients: report of the studies of pediatric liver transplantation experience. Liver Transpl 2013;19(7):730-40.

Età massima del donatore nel trapianto di polmone, criteri troppo restrittivi?

Le patologie polmonari costituiscono la quarta causa di morte negli Stati Uniti con circa 200.000 morti ogni anno e un numero sempre più alto di pazienti in lista d’attesa per ricevere un trapianto di polmone.

Le linee guida in materia sono piuttosto selettive anche nei confronti dei potenziali donatori in considerazione del fatto che le caratteristiche del donatore influiscono significativamente sugli outcome di questo tipo di trapianto.

Una delle raccomandazioni più discusse concerne l’età massima del donatore che secondo gli esperti non dovrebbe eccedere i 55 anni. In realtà molte strutture americane disattendono questo criterio optando per un allargamento del pool di donatori.

Una review pubblicata su The Journal of Heart and Lung Transplantation affronta nuovamente l’argomento.

Gli autori della ricerca hanno preso in esame lo United Network for Organ Sharing (UNOS) database per identificare i pazienti adulti sottoposti a trapianto di polmone negli Stati Uniti tra il 2000 e il 2010. Venivano selezionati 10.666 riceventi con un follow-up mediano di 3 anni (range: 0-10 anni).

I pazienti venivano quindi stratificati in 4 gruppi in base dell’età del donatore: da 18 a 34 anni (gruppo di riferimento ), da 35 a 54 anni , da 55 a 64 anni, e ≥ 65 anni.

Con riferimento ai donatori la principali differenza tra più giovani e i più anziani riguardava la causa di morte che nei più giovani era principalmente di natura traumatica mentre nei secondi era più spesso imputabile a eventi cardiovascolari o cerebrovascolari.

Tra i 4 gruppi di riceventi il trapianto non risultavano, invece, differenze statisticamente significative in termini di indicazioni al trapianto, punteggio d’allocazione d’organo (LAS) e incidenza di bronchiolite obliterante.

I risultati dello studio evidenziavano per i riceventi organi da donatori più anziani una degenza post trapianto mediamente più lunga ( 2 giorni). Non si riscontrava invece una più alta incidenza di complicanze quali deiscenza anastomotica bronchiale, insorgenza di insufficienza renale con ricorso alla dialisi o ictus.

I tassi di sopravvivenza a 30 giorni erano similari nei diversi gruppi di riceventi. L’utilizzo di donatori di età compresa tra i 55 e i 64 anni non risultava essere un fattore di rischio incidente sulla mortalità a 1 (odds ratio, 1,1; p = 0,304) o a 3 anni (odds ratio, 0.923; p = 0.571) nel confronto con il gruppo di riferimento.
Il ricorso a donatori di età ≥ 65 anni era invece associato a un incremento della mortalità sia a 1 che a 3 anni (odds ratio, 2,8 e 2,4, p < 0,02).

I ricercatori ritengono che, sebbene il trapianto di polmone da donatori più anziani richieda una maggiore sorveglianza, il limite di età posto dalle linee guida sia troppo restrittivo e vada quindi riconsiderato sulla base di quanto emerso.

Bibliografia

Bittle GJ, Sanchez PG, Kon ZN,et al. The use of lung donors older than 55 years: a review of the United Network of Organ Sharing database. J Heart Lung Transplant. 2013;32(8):760-8.

Eventi

16th Congress of the European Society for Organ Transplantation

Si svolge a Vienna, Austria, dall’8 all’11 settembre, la sedicesima edizione del Congresso della European Society for Organ Transplantation (ESOT).

L’evento “cardine”della trapiantologia europea, improntato quest’anno al tema "pushing the limits", presenta un programma scientifico d’eccellenza e un vasto corollario di incontri formativi e simposi satellite.

Il programma

Segreteria organizzativa
ESOT Office
Corso del Popolo, 8
35131 Padova, Italy
Phone 39 049 300 5796
Fax 39 049 210 6307
e-mail: esot2013@esot.org
website: vienna.esot.org

5th International Meeting of the Clinical Robotic Surgery Association

Si svolgerà a Washington, Stati Uniti, dal 3 al 5 ottobre 2013, la quinta edizione dell’International Meeting of the Clinical Robotic Surgery Association.

Un’ intera sessione sarà dedicate ai progressi ottenuti nell’utilizzo della chirurgia robotica in trapiantologia.

Il programma

Segreteria organizzativa
Clinical Robotic Surgery Association
Two Prudential Plaza 180 North Stetson, Suite 3500
Chicago, Illinois 60601
Stati Uniti
tel: 1 312-268-5754
website: www.clinicalrobotics.com

39a Marcia della Solidarietà “Vita per la Vita”

Anche quest’anno, come oramai dal 1975, il Gruppo Sportivo “Vita per la Vita”di Coccaglio (BS) organizza la tradizionale Marcia della Solidarietà allo scopo di promuovere e diffondere la cultura della donazione. La 39a edizione, con il patrocinio dei Consigli Nazionali AIDO, AVIS, Cesvol, CNV, ANTO, della Regione Umbria e delle province di Perugia e Terni, si svolgerà sulle strade dell’Umbria dal 5 al 15 agosto.

Il programma

Formazione

XI Corso di aggiornamento sul trapianto di rene

Data: 13 settembre 2013
Regione: Lombardia
Luogo di svolgimento: Aula Scarpa Università di Pavia - C.so Strada Nuova, 65 - Pavia

Segreteria organizzativa
Congress Team Project
tel. 038222650
e-mail: bda@congressteam.com

Le micosi invasive nel trapianto d'organo solido

Data: 17 settembre 2013
Regione: Veneto
Luogo di svolgimento: Aula Magna Policlinico G.B. Rossi- P.le Scuro, 10 - Verona

PDF Il programma (PDF: 281 Kb)

Segreteria organizzativa
Nadirex International S.r.l.
Via Riviera, 39 - 27100 Pavia
Tel. 39.0382.525735-14
Fax. 39.0382.525736
e-mail: info@nadirex.com

European Transplant Fellow Workshop (ETFW)

L’edizione annuale dello European Transplant Fellow Workshop (ETFW) si terrà a Londra, Regno Unito, dal 4 al 6 ottobre 2013. Sono invitati a partecipare tutti i giovani clinici di età inferiore ai 40 anni che si stanno formando nel campo del trapianto di organi, sia come medici di famiglia, sia come chirurghi, o che facciano parte di uno staff dei centri trapianto europei.

Per iscriversi allo ETFW è sufficiente seguire la procedura presente nel sito ESOT, scegliere un tipo di membership per poi avere accesso alla procedura di iscrizione.

PDF Il programma (PDF: 135 Kb)

Segreteria organizzativa
Chiara Parisotto
ESOT Office: Corso del Popolo, 8 - 35131 Padova (I)
tel: 39 049 3005796
fax 39 049 2106306
e-mail: operations@esot.org

CENTRO NAZIONALE TRAPIANTI
Direttore / Alessandro Nanni Costa
Vicedirettore / Andrea Gianelli Castiglione
Comitato di redazione / Patrizia Burra, Mimosa Cavicchi, Umberto Cillo, Marzia Filippetti, Vito Gaudiano, Margherita Gentile, Emanuela Grasso, Ignazio Roberto Marino, Francesco Procaccio, Maurizio Ragagni, Daniela Storani, Manuela Trerotola